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Reno Centese

Frazione del comune di Cento, situata a circa 12 km dal capoluogo. Da sempre territorio di confine, si colloca tra l’area centese e ferrarese da un lato e quella finalese e modenese dall’altro, mantenendo una forte identità legata a questa posizione di passaggio e incontro.

Reno Centese divenne frazione autonoma nel 1842, quando una bolla arcivescovile del cardinale Carlo Oppizzoni istituì la parrocchia di Sant’Anna, rendendola indipendente da Buonacompra e Casumaro.

Il territorio si sviluppa secondo un impianto regolare, caratterizzato da strade parallele attraversate da assi perpendicolari, tipico delle aree di bonifica della pianura. La vicinanza ai fiumi Reno, Panaro e Po ha segnato profondamente la storia locale, esponendo il territorio a frequenti alluvioni che, nei secoli, hanno causato difficoltà economiche e sociali. Proprio in questo scenario nacquero importanti forme di solidarietà sociale. Nel 1876 il maestro Felice Contri fondò la Società Operaia di Mutuo Soccorso, che svolse anche funzioni di sostegno economico per la comunità. 

Un ruolo fondamentale nella gestione del territorio fu svolto anche dalla Partecipanza Agraria di Cento, istituzione storica che ancora oggi rappresenta un elemento distintivo dell’identità locale. Reno Centese rimane una realtà tranquilla e laboriosa, caratterizzata da forti legami sociali e da una continuità familiare testimoniata da cognomi storici come Balboni, Baruffaldi, Contri, Cristofori, Diozzi, Fortini, Guaraldi e Zamboni.

Uno degli eventi più significativi dell'anno è la Sagra del tortellino, appuntamento estivo organizzato dalla parrocchia di Sant’Anna e dalla Polisportiva Reno Centese ASD in collaborazione con il Comune di Cento. La manifestazione richiama numerosi visitatori e valorizza una delle specialità più rappresentative della tradizione gastronomica emiliana.

Particolarmente sentita è anche la devozione a Sant'Elia Facchini, nato in questa terra e ricordato ogni anno il 9 luglio con celebrazioni religiose e civili. In piazza è presente una statua bronzea a lui dedicata, simbolo dell’identità spirituale della comunità.


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