Data di ultima modifica: 
01 Febbraio 2018

Lavorare nella Pubblica Amministrazione

 

Per Pubblica amministrazione si intende l'insieme di tutti gli Enti pubblici che, a vario titolo, erogano servizi ai cittadini. Si possono suddividere in

  • Enti statali (Ministeri, scuole, forze armate, prefetture)
  • Enti locali (Regioni, Province, Comuni, Consorzi e Comunità  montane, Asl)
  • Enti pubblici nazionali e territoriali (Inps, Monopoli, poste, Camere di commercio ecc)

Tutti questi enti sono caratterizzati dal fatto di perseguire un interesse pubblico, cioè interessi della collettività  quali la sicurezza, la salute, l'istruzione ecc.
Gli enti pubblici permettono inserimenti lavorativi nei profili più diversi, appunto perchè operano in diversi settori. Ciò significa che la P.A. non ha bisogno solamente di impiegati amministrativi nel senso tradizionale del termine, ma anche di geometri, architetti, biologi, bibliotecari, assistenti sociali, ecologi ecc. In base al titolo di studio e alla professionalità  acquisita è possibile, dunque, cercare la collocazione più adeguata alla propria formazione e ai propri interessi.

 

Nel settore pubblico tutte le assunzioni sono disciplinate dalle leggi vigenti e da rigide procedure amministrative. In base al Dpr n. 487 del 9 maggio 1994 sono previste 3 modalità  di assunzione:

  • l'avviamento tramite i Centri per l'impiego (Cpi)
  • il collocamento mirato per disabili
  • i concorsi pubblici

Grazie alle nuove disposizioni è possibile utilizzare, anche per la pubblica amministrazione, nuove forme contrattuali per l'inserimento di personale o la sua organizzazione: contratti di diritto privato, collaborazioni, lavoro interinale, telelavoro.
Consulta sul sito del Parlamento la normativa relativa al Pubblico Impiego: sito del Parlamento

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