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01 Febbraio 2018

Stefano Galletti (1832 - 1905)

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Nato a Cento il 15 giugno 1832, rafforzò validamente il prestigio artistico della sua città. 
Non importa occuparsi dei primi tempi della sua vita malinconica e povera. Dopo aver appreso a Cento le prime nozioni d'arte, si trasferì a Bologna, dove fu allievo di Cincinnato Boruzzi. Seguì un soggiorno romano all'Accademia di S. Luca in cui raggiungerà, sotto la guida del notissimo scultore Tenerani, un linguaggio artistico di notevole perfezione. 
Autorevoli riviste cominciarono ad occuparsi di lui e, in effetti, osservare le sue opere che figurarono anche in mostre nazionali e internazionali (la statua del "Guercino" venne premiata all'Esposizione di Firenze e l'"Ezechiele" a quella di Londra) significa entrare in un mondo di squisita fattura, caratterizzato da un nitido ed armonioso ritmo di linee; ben fecero i Centesi a tributargli, a gara, elogi ed onori ed a commissionargli, per ornare le tombe del loro Cimitero, lavori continui come "Ezechiele che risuscita i morti" (per la tomba del Canonico Lorenzo Bagni), "Il Redentore" (per la famiglia Filippetti), "Il Divino maestro che accarezza un pargolo" (per la tomba dell'avv. Andrea Monari); la "Pittura" (sul monumento sepolcrale del pittore cenette Alessandro Candi), l'"Industria" (per la famiglia Verdi) "l'Addolorata" (per la Compagnia del "Sacco").
La sua fama è affidata a grandiose e nobili opere non solo di Cento, ma di Roma ("I quattro Evangelisti" per la Chiesa del Bambino Gesù, "S. Lorenzo" sull'obelisco della Chiesa omonima, "S. Giacomo" nella Basilica di S. Paolo fuori le mura, "il Cavour", maestoso monumento inaugurato nel 1895, la "Speranza" nel Cimitero di Campo Verano, ecc.), di Ferrara (monumento a Girolamo Savonarola), della Repubblica di S. Marino (Statua-della "Libertà", e monumento a "Giuseppe Garibaldi"), di Bologna (vari grandiosi monumenti alla Certosa).
Si potrebbero citare altre sue composizioni, sempre equilibrate, studiate da ogni lato e rese con fermezza e sobrietà di stile: limitiamoci a ricordare che nel 1882, partecipò con 370 artisti al Concorso Internazionale per un monumento a Vittorio E.II a Roma: il bozzetto dello scultore centese fu giudicato uno dei migliori e all'artista venne assegnato un premio di L. 20.000 (somma notevole a quel tempo). Alla Pinacoteca di Cento figurano di lui: "La Primavera", "Giovinezza" e "Putto in bronzo". Il Galletti morì a Roma il 5 luglio 1905.
Sulla facciata della casa dove nacque venne posta, nel 1931, la seguente lapide: "Il giorno XV giugno MDCCCXXXII nasceva in questa casa Stefano Galletti ornamento e decoro dell'arte scultoria italiana che, nei sublimi concepimenti di Fabiola e del Tobia dell'Ezechiello e del Redentore, fu interprete ispirato di Antonio Canova. Morì a Roma il V luglio MCMV - Il Patrio Municipio a perenne ricordo questa memoria pose".

Si ringrazia il Prof. Guido Vancini che ha cortesemente fornito la documentazione utilizzata.

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