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Lunedì, 23 Ottobre 2017
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Mostra "Bruno Vidoni. Le inattendibilità del vero" prorogata all'11 Settembre 2011

Bruno Vidoni ritratto da M.Rebeschini

In seguito al grande successo che sta riscuotendo, la mostra allestita alla Rocca di Cento “Bruno Vidoni. Le inattendibilità del vero”, curata da Mariateresa Alberti e Roberto Roda e dedicata all’artista centese a dieci anni dalla sua scomparsa, è stata prorogata fino all’11 Settembre 2011.

Non solo fotografo ma anche artista completo e non facilmente catalogabile, Vidoni è stato nel panorama artistico italiano della seconda metà del Novecento una presenza di grande spessore e di dirompente lucidità concettuale. Continuamente oscillando fra fotografia e pittura, pure appassionato cultore della ricerca storiografica, Vidoni, ha saputo mixare tecniche e generi.
Ha indossato la maschera del folletto dispettoso, obbligando la critica e il pubblico a confrontarsi con temi di grande spessore etico. Per molto tempo fu il “terrore” di molti critici d’arte fotografica: per far riflettere sulle inattendibilità di ciò che ci appare veritiero, sfornò falsi reportage di guerra, false fotografie ottocentesche e false immagini devozionali, con cui poi sbugiardava chi, con troppa leggerezza aveva creduto alle immagini senza analizzarle pertinentemente, perché ogni suo “falso” conteneva sempre in bella evidenza la prova della eventuale menzogna.

La retrospettiva presenta una selezione di opere datate dalla metà degli anni ‘60 ai ‘90: i falsi reportage di guerra, i falsi dipinti devozionali, le sperimentazioni surrealiste e psichedeliche capaci di alimentarsi sia con pennelli e colori sia con le gelatine sensibili ai sali d’argento. Ancora, sono presenti in mostra le bambole e le donne-bambola, che negli anni ‘60 e ‘70 sembravano già preannunciare gli stilemi che il pop surrealismo della Lowbrow Art ha affermato solo recentemente.
L’esposizione non si limita a selezionare e riproporre le opere più significative, ma cerca di rendere evidenti gli stadi di ideazione e gestazione dell’artista, le evoluzioni filologiche, i ripensamenti e le metamorfosi di una ricerca che, per molti versi, rimane “unica”nella realtà italiana.

Orario di apertura:
sabato e domenica dalle ore 10 alle 13 e dalle ore 16.30 alle 19.30.

Aperture serali straordinarie:
Sabato 3 Settembre in occasione della Notte Bianca, dalle ore 19.30 alle 23.30
Durante la Fiera di Cento, dal 7 all’11 Settembre, dalle ore 20.30 alle 23.30.

Ingresso gratuito.

 


 
 
 
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