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Sabato, 16 Dicembre 2017
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LO STEMMA DEL COMUNE DI CENTO

Iter di adozione ed elementi caratterizzanti


L'esigenza di procedere ad un aggiornamento dello Statuto del Comune di Cento, che nel Titolo I - Principi, descrive lo stemma comunale, ha portato alla luce una nuova problematica: la presenza di una pratica ancora non conclusa da oltre un settantennio.

Il Comune di Cento, pur avendo nel corso dei secoli modificato il proprio stemma, di fatto, sino a pochi mesi orsono, secondo quanto comunicato in data 12 ottobre 2009 dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ufficio Onorificenze ed Araldica, che è l'ufficio preposto all'emanazione della concessione dello stemma e del gonfalone, non era ancora in possesso di un documento ufficiale che ne certificasse la concessione.

Lo stemma cittadino sta per la città, anzi è la città e tale insegna è il simbolo del proprio status giuridico.

Risulta comunque agli atti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ufficio Onorificenze ed Araldica una pratica relativa allo stemma del Comune di Cento risalente al 1936 ma, per ragioni ignote, non fu mai emesso il formale provvedimento.

La pratica a cui si fa riferimento è relativa ad una istanza inviata il 23 ottobre 1936 dall'allora Podestà di Cento, il conte Marco Luigi Chiarelli, al Capo del Governo Presidente della Consulta Araldica.
Lo stesso Podestà, il 3 marzo 1937 delibera di adottare lo stemma comunale, facendone un'accurata descrizione; successivamente, la Consulta Araldica con sede a Roma invia una nota alla Commissione Araldica per le Province di Romagna (la cui sede era a Bologna) per un parere in merito alla richiesta di adozione dello stemma da parte del Comune di Cento. La commissione araldica poi in data 1 febbraio 1938 esprime parere favorevole.

Citando la delibera comunale del 1937, considerato che, esaminando i documenti centesi, appare evidente una sconcertante diversità nella riproduzione degli stemmi della Città di Cento e che, per por fine a tale confusione, è quanto mai necessario proporre alla Consulta Araldica la conferma dello stemma centese in base alla sua storia.

Nel 1598 papa Clemente VIII Aldobrandini concede licenza di modificare l'arma dello stemma cittadino, arricchendolo con l'arma gentilizia della famiglia Aldobrandini consistente in sei stelle, igitur arma seu insigna istius Universitatis insignibus gentilituiis domus nostrae Aldobrandinae; questa concessione viene confermata anche dal Breve del 20 dicembre 1758 emanato da papa Clemente XIII con cui, fra gli altri privilegi, concede a questo nostro Pubblico di poter inquartare nello Stemma del medesimo l'arma gentilizia di Casa Aldobrandina.

 
nuovo stemma di cento

GLI ELEMENTI DELLO STEMMA

L'arma
è data dall'insieme di tutte le figure, smalti, contrassegni che servono a distinguere la città, mentre invece lo scudo è il campo in cui vengono poste le pezze onorevoli, le partizioni e le figure.
Le fogge degli scudi mutarono a seconda dell'epoca in cui vennero usati, ovviamente subendo notevoli influenze date anche dal gusto artistico dell'epoca.

L'Ufficio Onorificenze ed Araldica, in base alla concessione del 3 Novembre 2010, comunicata al Comune di Cento in data 8 luglio 2011, ha stabilito che lo stemma del Comune di Cento deve essere di forma sannitica, con l'arma troncata (o spaccata) diviso cioè in due parti uguali da una linea orizzontale che lo divida a metà e la blasonatura deve aver inizio dalla parte superiore.

Alla sommità va posta la corona turrita di città, formata da un cerchio d'oro aperto da otto posterle (di cui cinque visibili) con due cordonate a muro sui margini, sostenente otto torri (di cui cinque visibili), riunite da cortine di muro, il tutto d'oro e murato di nero.

Nel primo campo di colore azzurro va posto lo stemma della famiglia Aldobrandini, delle cui insegne Cento poté fregiarsi dal 1598, con la banda doppiomerlata in oro e le sei stelle sempre d'oro; Cento pur avendo fatto parte del dominio estense solo dal 1502 al 1598, anno in cui passò alla Santa Sede, continuò comunque ad essere compresa nella Legazione di Ferrara.

Nel secondo campo, su fondo azzurro, è presente il capo (cioè una pezza onorevole) d'Angiò con il rastrello rosso e i tre gigli in oro. Sempre nel secondo campo, su fondo argento, va riportato il gambero rosso montante, cioè posto in palo con la testa in alto.
La scelta del gambero è legata anche alla storicità dello stemma, oltre che al legame stretto con il territorio.


Auspichiamo, citando l'Orsini, che lo stemma del nostro Comune non simboleggi regresso per Cento, il gambero non cammina sempre all'indietro, secondo l'opinione del volgo, ma questo crostaceo muta l'esterno suo involucro e poi dà subito un moto risoluto in avanti.

 

Testo a cura di: dott.ssa Mariateresa Alberti - Archivio Storico Comunale

 
 
 
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