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Sabato, 04 Febbraio 2012
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Itinerario di mezza giornata (HD)

Rocca di Cento

Il nostro percorso inizia con la visita della Rocca, sorta alla fine del ‘300, per volontà del vescovo di Bologna, quale freno alle ambizioni autonomistiche dei Centesi, fu ricostruita e ristrutturata nei secoli per rispondere ai moderni canoni dell’architettura militare e per reggere i ripetuti assalti di truppe nemiche. L’aspetto attuale, privo però del fossato e dei ponti levatoi, è frutto dell’impronta che volle dargli nel 1483 Giuliano della Rovere, futuro Papa Giulio II. Nei secoli successivi la Rocca ricoprì  una funzione di prigione.Oggi gli interni, completamente restaurati, presentano stanze degne di interesse, come la cappella, la sala della trifora, le cannoniere, le prigioni, che ci narrano storie di amori tragici, banditi sanguinari, apparizioni miracolose o fughe rocambolesche. L’evento più noto accaduto all’interno del castello riguarda un’immagine della Madonna, che,  in seguito ad un atto sacrilego, iniziò a perdere sangue. Oggi essa può essere ammirata nel vicino Santuario della Beata Vergine della Rocca.
Il cortile davanti alla Rocca è il punto di partenza e di arrivo della via centrale della nostra città, sulla quale si affacciano le emergenze architettoniche più importanti e significative di Cento. Percorrendo Corso Guercino, spezzato in due parti dall'omonima piazza, incontriamo: il santuario della B. V. della Rocca, la chiesa di San Filippo (1680-1760), Palazzo Rusconi (1766), il Teatro Comunale, il Palazzo del Governatore, il Palazzo Comunale, la chiesa di San Lorenzo (1765-73), il palazzo della Partecipanza Agraria, Casa Pannini.
Come tante altre città delle Pianura Padana i colori predominanti di Cento sono l'arancio e il senape: ancora oggi si rispetta l'architettura tipica delle nostre zone, da sempre prive di marmo e pietra ma ricchissime di sabbia e di argilla, quindi votate per necessità al mattone e al cotto. Inoltre Cento è fortemente caratterizzata dalla presenza dei portici, elemento importantissimo mutuato da Bologna, che non è solo struttura di urbanizzazione, ma anche e soprattutto punto aggregativo.

 
Piazza Guercino

I portici contraddistinguono Piazza Guercino, cuore culturale e sociale di Cento, al centro della quale campeggia la statua dell’omonimo pittore, realizzata dallo scultore Stefano Galletti nel 1862. Racchiudono la piazza due importanti edifici porticati, il Palazzo Comunale e il Palazzo del Governatore.
Il Palazzo Comunale venne costruito nel 1612, ma il timpano e il fastigio che ornano la facciata, caratterizzata dal tipico portico e da una balconata, furono realizzati nel 1756. All’interno spicca, per le decorazioni pittoriche e scultoree, la Sala Consiliare, dove si impongono, eleganti e severi, gli scanni lignei dei consiglieri comunali e del sindaco.
La costruzione del Palazzo del Governatore fu commissionata dagli Estensi nel 1502, in occasione del matrimonio fra Alfonso I d'Este e Lucrezia Borgia. Lucrezia, figlia del papa Alessandro VI, portò in dote al marito il territorio del Centopievese, in precedenza sottoposto alla signoria del vescovo di Bologna ma  sempre ambito dai signori di Ferrara. L’attuale aspetto neo-medioevale del palazzo risale al radicale restauro del 1919. All'interno del Palazzo ha sede la Galleria d'Arte Moderna. Oltre a un consistente nucleo di dipinti del pittore centese Aroldo Bonzagni, questo museo presenta un numero considerevole di opere dei maggiori artisti italiani contemporanei (Annigoni, Balla, Capogrossi, Carrà, Conti, De Pisis, Fontana, Guttuso, Morlotti, Reggiani, Russolo, Sironi, Wildt, ecc.).
Nelle vicinanze della piazza, attraverso un profondo androne, si entra nella piccola corte interna del Ghetto, istituito dai legati pontifici nel 1636 per isolare l'attivissima comunità ebraica, presente a Cento fin dall'inizio del Trecento. Nel cortile si affacciano alcuni graziosi balconcini del XVIII secolo. Gli arredi sacri e gli oggetti di culto appartenuti alla comunità israelitica centese sono oggi nella Sinagoga di Ferrara.
Da piazza Guercino, percorrendo via Matteotti, raggiungiamo la Basilica di San Biagio, la principale chiesa di Cento, la cui origine risale al 1045.
L’interno, a croce latina, con cupola ellittica all’incrocio fra transetto e navata maggiore, risale alla ricostruzione del centese A. Toreggiani (1744). Vi si possono ammirare il grande coro ligneo di Fra Vincenzo Rossi (1743) e importanti tele, fra le quali “San Carlo Borromeo in preghiera” di Guercino(1614). Alla base del campanile, ricostruito a fine Settecento dall’architetto locale P. A. Cavalieri, una lapide ricorda le parole che Goethe spese per immortalare “la terra del Guercino” nel suo “Viaggio in Italia”.
Di fianco alla Collegiata di San Biagio sorge il settecentesco Palazzo del Monte di Pietà, oggi sede della Pinacoteca Civica. In essa è concentrato il maggior numero di opere al mondo di Guercino e della sua bottega, oltre a tele di Ludovico Carracci, Ubaldo Gandolfi, Marcello Provenzali, Domenico Panetti e altri. Di notevole interesse un rarissimo gruppo ligneo quattrocentesco rappresentante il “Compianto sul Cristo morto”.

 
Guercino, Sibilla (olio su tela, cm 67 x 79)
 
 
 
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