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30/04/2008

30/04/2008 - Intervento del Sindaco alla celebrazione del 25 aprile

25 aprile 2008 ore 12,00
Cento - Piazza del Guercino

A tutti i Cittadini, alle Autorità Civili e Religiose, porto il saluto del Municipio.

Sono trascorsi 63 anni dal 25 aprile 1945, giorno che vogliamo ricordare come fine ideale e teorica del secondo conflitto mondiale e della lotta fratricida che all'interno di esso si svolse.
Oggi vorrei testimoniare la mia personale opinione sul significato che intendo attribuire a questa data.
E' un significato che vorrei indicato con due semplici parole: "pacificazione nazionale"; due parole che esprimono un sentimento ma anche una direttiva politica.
Non più l'odio, non il rancore, non la fazione, ma la volontà di chiamare a raccolta tutti gli italiani che al di là delle diverse origini e delle particolari appartenenze politiche intendono superare ogni tentazione di rancore e di rivincita per riconoscersi fattivi componenti di una unica realtà nazionale.
Una simile ed originaria concezione comporta l'esclusione aprioristica dell'odio di classe e politico e della violenza che purtroppo ne consegue.
La nascita della Repubblica fu preceduta, tra il 1945 e 1946, da una larga e significativa fioritura di giornali dalle cui pagine traspariva un unico sentimento: la pacificazione fra gli italiani, il superamento di ogni rabbia vendicativa, per riconoscersi solidamente tutti servitori della ricostruzione della Patria, uscita da una tragica guerra.
Pur essendo in quell'epoca ancora molto forte il dolore delle ferite inferte, vi era un appello agli italiani a fondamento delle nuove fortune della Patria, che doveva porsi come la restaurazione di una comunione ideale tra i Morti ed i Vivi, solo che i Vivi ed i congiunti dei Morti avessero praticato - ognuno nella strada intimamente scelta - la stessa volontà fraterna di servire nobilmente la causa della Patria.
Ed è proprio quel segno di fraternità, che è la negazione della violenza, di qualsiasi violenza specie quando sfocia in atti di terrorismo, che crebbe l'Italia fino agli anni '70.
In sostanza, vennero accolti gli insegnamenti della tradizione liberal democratica che ha sempre rifiutato la violenza come metodo di lotta politica e di classe, o peggio ancora il terrorismo.
Questi insegnamenti furono posti in discussione con il terribile evento del '68 che travolse anche l'interpretazione che veniva data al 25 aprile trasformandolo in un momento di divisione anziché di solidarietà e condivisione.
Credo fermamente che a questa concezione positiva si debba ritornare!
Mi scuso anticipatamente con chi vorrà intendere come provocatorio questo riferimento, ma non vi è alcuna intenzione in tale senso, anzi vi è una precisa volontà di riaffermare valori condivisibili attraverso l'insegnamento di un grande filosofo universalmente riconosciuto come tale.
Giovanni Gentile, nei momenti più cruenti della guerra civile non smise di fare voti per l'avvento di uno spirito pacificatore e costruttivo e disse:
"Rifare l'unità dell'anima italiana, cominciando da tutta quella vita più profonda degli spiriti dove, se ci poniamo a discorrere insieme può darsi che si sia indotti a smettere le diffidenze faziose, può darsi, infatti, che si trovi facilmente l'accordo a parlare lo stesso linguaggio, a sentire gli stessi interessi, a riconoscere le stesse verità, ad amare le stesse cose".
Quel filosofo che in un appello ai giovani, valido oggi forse ancora più di ieri, disse:
"Noi vecchi ce ne andremo; ma voi che dovete prendere i nostri posti e perpetuare scienza e patria, non potete adempiere seriamente la parte vostra senza appropriarvi, per quel che può valere, del nostro patrimonio spirituale, per poterlo quindi accrescere e sviluppare. Non si può essere noi, senza essere insieme agli altri, né essere gli altri senza essere noi".
Nessuna violenza, nessuna sopraffazione, dunque, ma l'indicazione della via maestra attraverso la quale si può giungere alla vera solidarietà nazionale.
Questa è la sostanza del mio pensiero con il quale colgo il significato dell'odierno 25 aprile.
Grazie.


Il Sindaco, Dott. Flavio Tuzet

 

 
 
 
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